L’Ora Rossa – Il giornalista Sebastiano Barisoni a Radio 5.9: “Fondamentale garanzia dello Stato per permettere alle banche di erogare liquidità”

A “L’Ora Rossa” di questa sera è intervenuto il giornalista e conduttore radiofonico Sebastiano Barisoni che, ogni giorno dalle 17.00, conduce Focus Economia su Radio 24. A Barisoni abbiamo chiesto un parere sugli scenari economici che ci troveremo ad affrontare nei prossimi mesi.

“Stante alle dichiarazioni del Governo e Istituto Superiore di Sanità bisogna dire che dalle indicazioni che vediamo potrebbe, sottolineo potrebbe, riaprire qualche attività economica non essenziale dopo Pasqua dal 18 in poi. Si sta ragionando anche sulle fasce d’età seguendo il modello israeliano per cui sono stabiliti diversi scaglioni per la riapertura a seconda dell’attività economica e dell’età dato che il rischio di ospedalizzazione risulta essere più alto quando si superano i settant’anni. 

Una fase molto più lenta in merito alla riapertura per tutte quelle attività come ad esempio palestre, discoteche e luoghi di grande affollamento dove è di fatto impossibile mantenere il metro di sicurezza. Una fase intermedia, invece, per ristoranti, bar e esercizi commerciali, qualora riuscissero a dimostrare la possibilità di garantire le condizioni di sicurezza. 

Dobbiamo dire chiaramente che non ripartirà tutto in una volta e, soprattutto, non ripartirà tutto come prima. Chi potrà tornare a lavoro dovrà farlo con gli accorgimenti che conosciamo: distanza di sicurezza e meccanismi di protezione, ad esempio guanti e mascherina. Ultime a riaprire dovrebbero essere i luoghi a maggiore intensità e anche le scuole dove diventerebbe appunto più difficile garantire la distanza di sicurezza. Per le scuole appare scontato che non si tornerà per il 2 o il 3 di maggio e io sarei già contento se si tornasse verso l’11 di maggio.

L’ultima variabile su cui si sta ragionando è relativa alla diffusione del virus nelle regioni cercando di capire quali potranno riaprire prima e quali in un momento successivo. 

Commentando le dichiarazioni del Ministro Provenzano mi sento di fare alcune considerazioni: per essere realistici dobbiamo dire che c’è un pezzo d’Italia che lavora in nero in particolare al Sud. Non si può dare l’idea che l’imprenditore che lavorava in nero abbia diritto agli stessi compensi che ha lavorato correttamente. Cercando di arginare il problema sociale che potrebbe crearsi si dovrebbe estendere il reddito di cittadinanza anche a coloro che in questa fase dimostra di non avere al momento nessun tipo di capienza economica chiamandolo “reddito d’emergenza” e potendolo ritirare quando la situazione sarà variata. Dobbiamo vederlo come uno strumento di welfare.

Oggi è essenziale sburocratizzare: bisogna poter saltare tutti quei passaggi burocratici che vediamo oggi, ad esempio, nella produzione di materiali sanitari tipo le mascherine e non solo.

Domani a Radio 24 avremo ospite il presidente dell’Abi (Associazione bancaria italiana, ndr) Patuelli.  Fondamentale la garanzia dello Stato per permettere alle banche di erogare liquidità. Le banche andranno ad anticipare fino a 1.400 euro per la cassa integrazione, altrettanto importante che vi sia una garanzia dello Stato per quello che riguarda il cosiddetto circolante, ossia la liquidità. L’imprenditore deve poter chiedere soldi alla banca ma allo stesso tempo, essa, deve aver la garanzia dello Stato in modo da poter a sua volta erogare. Molto importante l’appello di Confindustria affinché tutte le imprese paghino i fornitori in modo che non si interrompa la catena dei pagamenti.”

Ogni giorno alle ore 19.00 e la domenica alle ore 15.00 “L’Ora Rossa” vi terrà aggiornati sulle novità riguardanti l’emergenza dando voce ad amministratori locali, medici, imprenditori e giornalisti che ci racconteranno, da tutte le parti d’Italia, ciò che stanno affrontando in questo momento.

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