Caffè Lungo: Uova d’oro

Daisy Osakue mi sembra l’esempio perfetto per rappresentare il ritornello di “A muso duro” del compianto Pierangelo Bertoli; nella fattispecie questi due passaggi “…ed affronterò la vita a muso duro” / “Con un piede nel passato, e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”. Perché? Provo a rinfrescarvi la memoria, usando come fil rouge un uovo…

Un anno fa Daisy è stata vittima di un’aggressione: tre buontemponi l’avevano colpita all’occhio lanciandole un uovo, per un semplice motivo; si stavano annoiando. Subito era partito il tam tam della retorica, che aveva sguainato la spada urlando al razzismo (Daisy è una ragazza di colore) salvo poi doversi rimangiare il tutto. Specifico che la Osakue è italiana al 100%, nata a Torino 23 anni fa, atleta della nazionale di atletica, specialità lancio del disco.

La bravata dell’uovo aveva rischiato di farle perdere la partecipazione agli Europei di Berlino, poiché una parte del guscio era entrata in contatto con la cornea. Ma Daisy, che affronta la vita a muso duro, agli Europei ci va (dieci giorni dopo essere stata colpita) e si classifica quinta. Certo, nessuna medaglia per lei, ma il solo fatto di esserci dopo quella vicenda le aveva consegnato il titolo di vincitrice nella vita.

Poi il destino l’ha portata alle “uova d’oro”, d’oro come la medaglia vinta pochi giorni fa alle Universiadi di Napoli. Le uova d’oro, il trionfo nella propria disciplina davanti a tutto il mondo, l’onore delle cronache. Un onore ben diverso rispetto a quello di un anno prima, quando era stata vittima dell’ignoranza e dell’inettitudine; Daisy è stata protagonista della notizia per il suo valore, le se qualità, i suoi sforzi, il suo talento. E continuerà ad esserlo: capita, se vivi la vita a muso duro, senza dimenticare ciò che è stato, ma con gli occhi puntati al domani.  Federico Bonati