Caffè Lungo: Un campione straordinariamente normale

Manuel Bortuzzo è un campione. Ok, forse non avrà in bacheca tutti i titoli e gli ori di un titano come Micheal Phelps, ma non è questo il punto: Manuel è un campione. Lo è nella vita e nel modo che ha di porsi ad essa ogni giorno. Attenzione, non ho detto “nel modo di affrontare la vita”: perché, vedendo quel sorriso che abbiamo imparato a conoscere, faccio fatica a credere che per Manuel la vita sia una montagna da scalare o un avversario contro cui vincere; credo che lui sia l’esempio di come si debba cogliere ogni giorno in quanto dono.

Logicamente, la sua non è una vita facile: tre mesi fa l’attentato a Roma di cui fu suo malgrado protagonista, i colpi di pistola, la paralisi. Ma, dove quasi sicuramente chiunque avrebbe gettato la spugna, Manuel si è aggrappato alla gioia di vivere che solo un adolescente può avere ed ha iniziato a bruciare le tappe: la fine della prima parte di riabilitazione ed il ritorno a casa, poi toccherà alle terapie e alle adorate vasche. I traguardi che lo attendono (e sono certo che saranno tanti e gloriosi) appartengono solo a lui, ed è giusto così; anche questo, in fondo, fa parte della sua straordinaria normalità.

A noi non resta altro che fare il tifo per lui, sempre e comunque; in cambio avremo la possibilità di continuare a vedere il sorriso di Manuel, un sorriso che ci ricorda che anche nelle difficoltà più ardue, anche nei giorni più bui, la vita resta sempre un dono. Nonostante tutto. E che non va affrontata come una battaglia; va abbracciata in ogni istante. Sempre e comunque. Straordinariamente normale, no?

Federico Bonati