Caffè Lungo: Sovranis-No

L’onda sovranista che avrebbe dovuto infrangersi sugli scogli dell’Unione Europea? Una montagna che ha partorito un topolino. Non parlo dei risultati nei singoli paesi (anche perché solo una spessa fetta di salame sugli occhi impedirebbe di riconoscere i successi in patria di Farage, Le Pen, Salvini e Orban), quanto piuttosto delle alleanze nell’emiciclo di Bruxelles.

Sarà che i muri in questo periodo hanno un fascino a me ancora sconosciuto, sarà che “prima veniamo noi e poi, nel caso, vengono gli altri”, sarà quel che sarà, ma pare proprio che di alleanze questi sovranisti non ne vogliano fare. Horst Seehofer, ministro dell’interno tedesco, in un’intervista ha dichiarato che “Dopo l’incontro di Salvini con l’Afd e con Marine Le Pen per me non erano più possibili intese politiche. Almeno non oltre quella che è l’usuale collaborazione tra Stati”; eppure l’anno scorso Seehofer sembrava sperare in una comunità d’intenti sui migranti assieme ad Italia e Austria.

Vabbè, chiusa una porta si aprirà un portone, giusto? E invece no, perché anche Viktor Orban, tramite le parole di Gergely Gulays, capo del suo staff, chiude le porte ad una collaborazione al Parlamento Europeo. Insomma, tanto rumore per nulla verrebbe da dire. Certo, c’è tempo fino al 24 giugno per la composizione dei gruppi e tutto potrebbe cambiare, ma non dimentichiamo che la Brexit a quel punto sarà effettiva, e presumibilmente i rappresentanti d’oltremanica potrebbero congedarsi con un “Bye bye”; la situazione dei sovranisti, poi, potrebbe essere ancor più marginale in caso di grande coalizione tra Popolari, Socialisti, Alde e Verdi.

Insomma, se il sovranismo in patria “tira”, all’Unione Europea, viste le premesse, mi sembra più giusto parlare di sovranis-No.  Federico Bonati