Caffè Lungo: Scusate le spalle

Che il rispetto sia un valore che, giorno dopo giorno, scivola sempre di più nel dimenticatoio  purtroppo è una cosa assodata. Che la classe politica non sia più portatrice di esempi di stile ed eleganza come anni addietro è un altro fatto che non teme smentite; ci sono logicamente eccezioni che confermano la regola, ma non è questo un motivo per tirare un sospiro di sollievo.

La scena degli europarlamentari che hanno voltato le spalle durante l’esecuzione dell’Inno europeo è stata deplorevole. Un’immagine triste, una sorta di sberleffo che euroscettici e politici del Brexit party hanno voluto fare all’Unione Europea; sai che risate! Ce l’hanno talmente tanto con la UE che non esitano a sedere sui banchi dell’emiciclo, a mettere in scena questi numeri da avanspettacolo e a farsi stipendare dalla stessa Unione ripudiata a più riprese; un comportamento da veri leoni della politica.

Credo che quelle spalle voltate durante l’inno non siano una provocazione contro burocrati o avversari politici, né il desiderio di manifestare il proprio dissenso. In quelle spalle voltate vedo una mancanza di rispetto verso tutti noi cittadini che viviamo in Europa, verso la storia che ha condotto qui non solo noi come singoli individui, ma anche le nostre nazioni; in quelle spalle voltate vedo il becero populismo fare una pernacchia ai valori degli Stati e dei popoli che compongono l’Europa.

Davanti a gesti così ridicoli, è gratificante sapere che l’Europa sia molto meglio di certi personaggi (dei quali, quando la Brexit sarà definitiva, faremo volentieri a meno) e senza dubbio molto più forte di chi la vuole debole. Federico Bonati