Caffè Lungo: Pesci

A volte, le riflessioni che poi provo a tramutare nel Caffè Lungo, mi arrivano nei momenti più assurdi e si sviluppano in modi che fatico a spiegarmi. Ieri mattina, poco dopo le 6.30, stavo facendo una corsetta intorno agli argini che costeggiano il paese dove vivo ed ho visto un pesce sbucare dall’acqua e poi rituffarvisi dentro. Ebbene, non so per quale assurda ragione, ma quel pesce mi ha fatto pensare alla politica italiana.

Una politica in cui le figure del mondo ittico, chissà come mai, riescono a prendere il sopravvento nella scena. Pensiamo alle più recenti, le sardine. Si chiamano così perché, nelle loro manifestazioni, i presenti stanno fissi proprio come quei gustosi pesciolini. E, pensate un po’, queste sardine, questi ragazzi che radunano folle col tam tam social, rappresentano un soggetto politico (non partitico) molto più credibile di tanti altri. Passiamo dall’altra parte della barricata.

Per alcuni è il Capitano, per altri, soprattutto per i suoi avversari, il Capitone. Anche Matteo Salvini, il nome forte della scena politica nazionale (nel bene o nel male, chiunque parla di Salvini) non è esente dalla rappresentazione ittica. Nella Lega, peraltro, erano stati precursori in questo; non vi sarete certamente dimenticati di Renzo Bossi, ribattezzato da papà Umberto “Il Trota”?

Ah, come sono lontani quei tempi con leader carismatici che, giunto il momento del lascito anche per loro, avevano già il loro delfino (unico non pesce della nostra storia, lo so) a cui lasciare le redini del potere. Sono lontani, non ho detto che ci mancano. O forse sì, perché con tutto questo pesce è un attimo iniziare a sentire puzza?! E chissà, magari un giorno ci renderemo conto che era tutto, scusate il gioco di parole, un pesce d’aprile. Federico Bonati