Caffè Lungo: Notti prima degli esami

Ho sempre trovato molto ingiusto che sia considerata solo la notte che precede la prima prova dell’esame di maturità come simbolo delle emozioni che precedono le grandi prove della vita. Voi avete dormito sereni anche prima della seconda e della terza prova, quando ancora si faceva? Io così così, lo devo ammettere. Ritengo quindi che sia più giusto parlare al plurale, dicendo notti prima degli esami.

Perché, e qui mi rivolgo a tutti i maturandi impegnati in questi giorni e a quelli che lo saranno in futuro, l’esame di maturità passerà e non ve ne sarete nemmeno accorti. Ne arriveranno di più difficili, di più impegnativi, soprattutto per quelli che frequenteranno l’Università; ancora adesso mi ricordo le nottate ansiogene prima degli esami di Microeconomia e Statistica. Ma sono passati anche quelli. Arriveranno gli esami nel lavoro, e forse vi farà sorridere ripensare a come siete stati in quelle notti dell’esame di maturità. Arriveranno gli esami della vita, e lì si vedrà di che pasta siete fatti.

Tutto sommato quelle notti sono quelle che ci fanno sentire vivi. Quei pensieri che ci impediscono di prendere sonno, quel mal di pancia che non ci lascia stare, quel cuore che pulsa più del dovuto: non c’è nulla di male in tutto ciò, nulla di sbagliato. Siamo esseri umani, fatti di materia e sentimenti; se non provassimo nulla nelle notti (e nelle mattinate) che precedono gli “esami”, saremmo, in una scala di colori, una tonalità di grigio sbiadito. Per tutto ciò che proviamo nella nostra vita, siamo un caleidoscopio. E, allora, forse ne vale la pena di vivere tutte queste notti prima degli esami.

Ai maturandi che stamattina entreranno in classe per la seconda prova: non preoccupatevi, ragazzi, la maturità intesa come sviluppo umano non si calcola in centesimi e non si può trascrivere in una tesina. Andate a testa alta, affrontate al meglio questi esami con la consapevolezza che, notti o non notti, il meglio deve ancora venire. Federico Bonati