Caffè Lungo: Mostri e maestri

Svastiche ed antisemitismo da bomboletta spray: è così che sono state profanate più di cento lapidi del cimitero ebraico di Westhoffen, nei pressi di Strasburgo, Francia. Si scopre, nel frattempo, che da alcuni mesi l’Alsazia sta affrontando un aumento di atti di vandalismo antisemiti e razzisti. Questa profanazione è solo l’ultima, in ordine di tempo.

Qualcuno riderà di me per quello che sto per scrivere, ma davanti a certi atti non posso dire altro se non che i mostri si sono risvegliati. Dall’antro oscuro del dimenticatoio hanno incominciato a rialzare la testa, digrignando i denti e colpendo. No, non credo che ci sia un’onda nera in Europa, ma che qualcosa di sinistro, che rimanda a un passato purtroppo mai dimenticato, abbia ripreso a soffiare; di quello sì, sono sicuro.

I mostri si alimentano di paura e odio, ma temono la conoscenza, la cultura, l’apertura. Perciò, davanti a certi atti, credo che noi persone “comuni” altro non possiamo fare che affidarci ai “maestri”. A chi ha visto con i propri occhi quegli orrori e ci ha lasciato un’imperitura memoria scritta sulla carta, a chi ci ha descritto fino a che punto possa arrivare l’orrore, a chi ha illuminato l’antro profondo dei mostri. Decidiamo di essere ribelli, scegliamo la conoscenza.

“Considerate che questo è stato” scriveva Primo Levi. Ma considerate anche che questo potrebbe essere, di nuovo. Sto estremizzando? Forse. Ma poi riguardo questa foto e penso che no, forse non sto estremizzando. Nel dubbio, meglio tornare a sfogliare certi maestri. Federico Bonati