Caffè Lungo: Morire prima dell’alba

Se la vita fosse perfetta, nessuno morirebbe da giovane. Invece la vita non è perfetta, non esiste un copione preconfezionato come quello dei film, è tutto un insieme, una concatenazione di azioni, reazioni, lezioni. Ma, come detto, la vita non è perfetta, ed è per questo che c’è chi muore da giovane. Morire da giovani dovrebbe essere illegale davanti a qualche legge ultraterrena; purtroppo così non è.

Ultimamente, si legge fin troppo spesso di giovani morti dopo nottate passate in qualche locale, anime strappate prima che l’alba faccia capolino. E osservare queste notizie che appaiono come impietosi bollettini di guerra fa male, quasi come la retorica che le accompagna. C’è un problema se un ragazzo o una ragazza devono oltrepassare il limite fisico per acchiappare un sentore di piacere, c’è un problema se l’estremo è la regola, se morire per gli eccessi è una conseguenza che si prende in considerazione.
L’eccesso e l’estremo, che sia nella velocità, nelle pulsioni, nelle sostanze lecite o non, stanno diventando la componente essenziale del divertimento? Se così fosse, l’idea stessa di vita avrebbe perso una bella fetta del suo valore; ma è davvero così? Giudicare da fuori è uno sport in cui è spesso facile scoprirsi fuoriclasse, ma chi c’è dentro cosa pensa?
Cosa pensano i ragazzi che vedono i loro coetanei portati via dall’eccesso? Cosa cercano andando oltre il limite? Fa paura il rischio di non tornare? Io ho più di 30 anni, rispetto a questi ragazzi sono un vecchio ed infatti non ho alcuna risposta. Ma posso dire che morire, morire di notte, senza alcun motivo apparente, sia qualcosa di assurdo e ingiusto, soprattutto per chi non ha ancora visto l’alba della propria vita. Federico Bonati