Caffè Lungo: Libera nos a malo

Magari non sarà una rivoluzione ma, oggettivamente, poco ci manca: Papa Francesco, attraverso la promulgazione dell’istruzione sulla riservatezza delle cause, ha abolito il segreto pontificio sui casi di abusi sessuali commessi da persone del clero sui minori. È l’effetto del “Rescriptum ex audientia” pubblicato ieri, dove peraltro si prevede l’abolizione della norma secondo cui i ruoli di avvocato e procuratore, nelle cause per abusi in sede di Tribunali diocesani e Dottrina della fede, dovevano essere adempiuti da sacerdoti; ora potranno essere anche dei laici.

Molto importante, inoltre, l’articolo 5: “A chi effettua la segnalazione, alla persona che afferma di essere stata offesa e ai testimoni, non può essere imposto alcun vincolo di silenzio riguardo ai fatti di causa”. Inoltre, recentemente Bergoglio ha accettato la rinuncia all’incarico di nunzio apostolico in Francia dell’arcivescovo Luigi Ventura, sotto indagine da parte della magistratura francese per molestie sessuali.

Ripeto, magari non sarà una rivoluzione, ma pare che qualcosa stia cambiando nei confronti di uno degli argomenti più aberranti accostati alla storia millenaria della Chiesa. Temo, purtroppo, che non sarà la fine delle vicende di abusi di religiosi nei confronti di minori; ma, sicuramente, questo cambiamento rappresenta uno spiraglio di luce, affinché questa piaga possa, col tempo, estinguersi. Spero vivamente di non passare per illuso con questa frase, anche se il timore c’è.

C’è, perché per troppo tempo il silenzio ha avuto la meglio su questa infame ed immonda realtà. C’è, perché troppo spesso le vittime non hanno avuto giustizia (quelle che sono state credute). C’è, perché facendo finta di nulla, il male, da cui l’umanità cristiana chiede nelle preghiere di essere liberata, ha proliferato. Qualcosa è cambiato? Pare di sì. Staremo a vedere; nel frattempo, cercheremo di avere fede. Federico Bonati