Caffè Lungo: Le Roi è nudo (?)

In tutto il mondo ieri si è fatto il suo nome: Michel Platini. Per una volta, il calcio non c’entra o, almeno, c’entra parzialmente. Il nome di Le Roi, soprannome che lo ha accompagnato negli anni in cui ha vestito le maglie della Juventus e della nazionale francese, è rimbalzato nelle cronache di ogni latitudine; un’eco tale non può che far rumore, soprattutto quando sei stato ai vertici del calcio mondiale, come presidente dell’Uefa.

La parola che maggiormente ha accompagnato il nome di Platini nella giornata di ieri è “arrestato”, con l’accusa di corruzione privata in merito all’assegnazione del mondiale di calcio del 2022 che si disputerà in Qatar. A gettare acqua su un fuoco sempre più incandescente è stato il suo avvocato, che ha smentito categoricamente l’arresto, dicendo che il suo cliente era stato ascoltato e interrogato come testimone.

Lungi da chi scrive l’idea di dare giudizi e di emettere sentenze, ma una considerazione, quella sì, penso di potermela permettere. Certe situazioni hanno l’inarrestabile potere di cancellare quanto di buono viene fatto nella vita, e nella sua vita da calciatore Platini è stato sopraffino, adorato dai propri tifosi. Ma non è la prima volta che Le Roi si trova al centro di uno scandalo: è stato sospeso dal Comitato etico della Fifa per quattro anni dopo le accuse di corruzione, salvo poi essere assolto dalla magistratura svizzera. Come ne uscirà stavolta?

Staremo a vedere. Certamente, l’immagine con cui ne esce l’universo del gioco più bello del mondo, ormai avvinghiato a logiche di business e, purtroppo, anche di speculazioni e di sotterfugi, è sempre la solita. Sia ben chiaro, non credo che cambierà mai nulla, perché a noi appassionati basta l’aspetto del gioco, dei gol e dei campioni; consciamente, accettiamo anche il “dark side of the moon” di tutto ciò, salvo poi indignarci il tempo di una notizia. Ma almeno abbiamo la coscienza pulita (?).  Federico Bonati