Caffè Lungo: La meglio umanità

Se ne parla sempre poco, preferendo dare spazio e risalto alle passerelle dei potenti, cercando di carpire la frase, la promessa o l’accusa da prima pagina. Ma, nei grandi disastri, in quelle situazioni di eccezionale gravità, loro non mancano mai. Quel loro è riferito a quelle persone che, in silenzio, arrivano nei luoghi della tragedia, si danno da fare, si rimboccano le maniche e poi, silenziosamente come sono arrivati, se ne vanno.

I loro nomi non si conoscono, raramente passano alle cronache o ai libri di storia, l’appellativo eroi non lo vogliono nemmeno sentir nominare. Eppure, è difficile trovare un modo per definire diversamente queste persone. Forse, la meglio umanità è la formula giusta per raccontarli. La degna contrapposizione a chi si riempie la bocca di giudizi e cattiveria, mentre questi agiscono senza dire una parola, nel segno dell’aiuto, della solidarietà, della fratellanza senza parentela alcuna.

Anche a Venezia, in questi giorni di piena, non è venuta meno la meglio umanità. Come un giovane elettricista di Peschiera del Garda, ma veneziano d’origine, immortalato nella foto di Giampaolo Zambon.  Questo ragazzo si è messo a disposizione gratuitamente per i cittadini in difficoltà, salvo poi rientrare a casa in treno. E lì, stremato, prima di arrendersi al sonno, continuava a dare consigli, quasi scusandosi per aver potuto fare solo sei interventi su cinquanta chiamate ricevute.

La meglio umanità è questa. Quella della quale ignoriamo l’esistenza, salvo poi ricordarcene nel cuore delle tragedie. La meglio umanità è quella che non fa naufragare la speranza negli uomini, negli altri e nemmeno in noi stessi. La meglio umanità è colei che ci salverà. Federico Bonati