Caffè Lungo: Il dito medio di Galileo

Ricordo benissimo quando, in gita a Parigi, sulla cima della Tour Eiffel, il mio sguardo si perse verso l’orizzonte. Davanti a tutta quella bellezza, notai in lontananza la curvatura dell’orizzonte e pensai: “Caspita, allora la Terra è proprio rotonda”. Chissà a quante altre persone avrebbe fatto bene quella gita.

Nei giorni scorsi, a Palermo, c’è stato il convegno dei Terrapiattisti, ovvero coloro che sostengono che la terra sia piatta, anziché sferica (o geoide, per essere più precisi). Ha richiamato parecchie persone, forse più curiosi che strenui sostenitori di questa teoria. Una delle frasi più ad effetto dette nei giorni antecedenti al congresso è stata: “Dimostreremo che Galileo si sbagliava”: quando l’ho sentita, mi sono cadute le braccia (è una metafora, anche se qua ormai rischiamo di incontrare pure chi sostiene che la legge di gravità è una farsa).

Ora, ognuno è libero di pensare ciò che vuole, e fin qui; ma mettere in dubbio secoli e secoli di scienza, di scoperte e di evoluzione umana sembra diventata un’attività brulicante in questi ultimi anni; il fatto è che ce n’è davvero per tutti i gusti, dalla medicina alla fisica, passando per la geologia. Mi aspetto, a questo punto, che da un momento all’altro possano saltare fuori gli Unicornisti, ferventi pensatori che affermeranno la presenza degli unicorni nei nostri boschi. E dall’effetto Pacman si rischia di passare all’effetto “My Little Pony” in un baleno.

Fermiamoci qui, suvvia! Galileo ci aveva visto giusto e pure con parecchio anticipo. E, come lui, decine e decine e decine di uomini e donne di scienza nel corso del tempo; ma pare che per gli “informati da internet” e i “laureati all’università della vita” questa scienza vada messa in discussione, come il terribile pensiero unico. Provo a cavalcare anche io una tesi complottista, a questo punto: chissà se il dito medio di Galileo, conservato nell’omonimo museo di Firenze,  sia una risposta neanche troppo velata a tutto ciò? Federico Bonati