Caffè Lungo: Ho trovato un libro in stazione!

Stazione di Mirandola, provincia di Modena. È un sabato mattina di dicembre, cielo sereno e clima freddo. Opto per passare qualche minuto nella sala d’attesa della stazione, confidando che sia calda e non con i termosifoni spenti. Effettivamente, calda è calda. Ma, soprattutto, c’è qualcosa che cattura la mia attenzione: un volume aperto a metà su una delle poltroncine della sala d’attesa. Mi avvicino meglio, lo osservo bene: ho trovato un libro in stazione.

Probabilmente qualcuno, nella fretta, lo avrà lasciato qui, fuggendo all’esterno per raggiungere il proprio treno in partenza. In realtà, guardando meglio all’interno della sala d’attesa, noto un intero scaffale pieno di libri, con una scritta che ne spiega la presenza. Chiunque può prendere un libro da portare con sé durante il viaggio in treno che sta per intraprendere e, volendo, questo qualcuno può lasciare a sua volta un libro, che verrà preso magari in futuro da qualche altro viaggiatore. In sostanza, è il bookcrossing.

Ma, soprattutto, è un invito spassionato alla lettura. Un invito a non piegare per forza il capo sui nostri smartphone, tablet o pc per passare il tempo, scegliendo piuttosto una buona lettura. Una passione, visto il caso, a costo zero. Il desiderio di riappropriarsi di storie, parole e fantasia, lasciando da parte per un po’ di tempo algoritmi, notifiche e documenti, gioghi sempre più stretti sulle nostre spalle. Ai quali, bisogna ricordarlo, abbiamo dato il permesso di stringersi.

Non sarebbe male, quindi, dare questo permesso anche ai libri. Sono convinto che queste iniziative siano presenti in tante altre stazioni ferroviarie, e a tutte queste faccio il mio personale applauso. Ma volete mettere la bellezza di partire per un viaggio in treno, arrivare nella sala d’attesa e trovare un libro in stazione ad aspettarvi, pronto a condividere il tragitto con voi? Mica male, nel tempo dell’egemonia elettronica. Federico Bonati