Caffè Lungo: Goderexit

Alla fine, la Brexit si farà. Adesso, per Boris Johnson non ci sono più scuse: ha tutti i numeri dalla propria parte per portare a termine la tanto agognata uscita dall’Unione Europea, probabilmente l’ultimo atto di una tragicommedia all’inglese. Massimo rispetto per il voto e l’opinione dei cittadini britannici, che hanno scelto di premiare i conservatori di BoJo, bocciando definitivamente l’idea di sinistra di Corbyn (sarà una lezione che verrà appresa dalle sinistre al di qua della Manica?).

Ciò che proprio non riesco a capire è come tanti politici, più o meno importanti, tutti avvolti dal vessillo della sovranità nazionale, godano per questo risultato. Godere perché qualcuno è riuscito ad uscire (vedremo cosa accadrà a Brexit avvenuta, credo che la storia abbia ancora molto da raccontare) dal “terribile giogo” di Bruxelles fa propaganda, certo. Ma non pone l’attenzione su un tema tutt’altro che irrilevante. Soprattutto per gli strenui difensori del patriottismo e dell’italianità.

Riporto le parole dell’avvocato Cathy La Torre, come sempre di un’eloquenza senza pari: “Godono sulla pelle di 700mila nostri connazionali che sono emigrati oltre Manica per cercare fortuna e che adesso vedono a rischio tutti i loro progetti di vita. E loro godono (…). Perché noi siamo i loro “invasori”, i loro “immigrati”, quelli che vanno a rompere le palle in Inghilterra, a rubare il lavoro, anche se nel nostro paese non c’è la guerra”.

Finirà il tempo della propaganda e tornerà il tempo della politica seria. Ma non sarà una cosa così a breve termine, temo. Adesso ci sono quelli che godono, quelli che la campagna elettorale non finisce mai. Eppure, qualcuno si sta iniziando a stancare di tutto ciò e le coscienze, piano piano, iniziano a risvegliarsi. Spero di essere abbastanza giovane per vedere realizzarsi il cambiamento (sociale e politico) in meglio; ecco, lì godrei anche io.

Federico Bonati