Caffè Lungo: Fakebook

Tempi duri per i “bufalari” e per il mercimonio di notizie false sul web. È notizia dei giorni scorsi, infatti, che Facebook abbia chiuso ventitré pagine che diffondevano tanto notizie false quanto contenuti di odio, contro le regole del social network creato da Mark Zuckerberg e, ovviamente, del buon senso. Insomma, i tanti Napalm 51 sparsi in lungo e in largo per la penisola si troveranno, magari, privati dei loro totem di cattiveria e falsità.

Quasi due milioni e mezzo i like presenti in tutte queste pagine, molte delle quali strizzavano l’occhio ai due partiti azionisti di maggioranza del governo gialloverde (nessuna polemica; pura e semplice cronaca). Ad ogni modo, credo che il principale dei social network del globo abbia fatto un’azione sacrosanta, e non posso che fare il mio plauso personale a Facebook; in più, da giornalista, lasciatemi dire che era ora! Queste pagine, avvelenatrici dei pozzi dell’informazione che la stragrande maggioranza dei colleghi ha sempre cercato di tenere limpidi (impresa sempre più dura), sono semplicemente un male.

Faccio fatica a pensare che si possa sentire la mancanza dei “Condividi se sei indinniato1!11!1!!” (gli errori grammaticali sono voluti) e di tutte quelle altre balordaggini che spopolavano in queste pagine. Il percorso verso una pulizia totale del mondo delle informazioni dalle bufale è ancora irto e in salita ma intanto Facebook, uno dei veicoli principali dell’informazione mondiale, ha iniziato a fare la sua parte. Era ora e, soprattutto, questa è una bella notizia. Vera, altroché fake. Federico Bonati