Caffè Lungo: EuroPoi?

Tranquilli, non c’è nessun errore di battitura nel titolo. Ho voluto deliberatamente giocare con la parola “Europei”; il motivo sta tutto in una data, ovvero il 26 maggio. Negli anni passati le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo hanno sempre avuto un “appeal” minore, forse perché meno sentite rispetto alle elezioni nazionali e, magari, a quelle comunali.

Invece, questa tornata elettorale si presenta con una veste diversa, con toni più accesi e il continuo paventarsi di nubi all’orizzonte, che possono diradarsi o ripresentarsi con maggior veemenza anche solo con un tweet o una dichiarazione. Mai come questa volta appare siderale la distanza tra le due correnti di pensiero in gara: gli europeisti da un lato, i sovranisti euroscettici dall’altro. Che nella politica a livello macro qualcosa stia cambiando è lampante, lo dimostrano i fatti, dall’elezione di Trump in poi; ciò che è ancora difficile comprendere è quale tipo di vento soffierà su Bruxelles dal 27 maggio in poi.

Trionferà la linea degli europeisti (che avranno il loro bel da fare, visto che la Ue sicuramente tanto fa ma tanto anche latita in alcuni frangenti, vedasi gestione comune del fenomeno migratorio) o quella degli euroscettici (che sanno benissimo che non si può rivoltare l’Unione come un calzino, anche se nei proclami sembra la cosa più semplice del mondo)? Mancano meno di dieci giorni alle elezioni, poi dal 27 maggio ne riparleremo. Appunto, Euro…poi? Federico Bonati