Caffè Lungo: Eccoli là, gli eroi silenziosi

Eccoli là, li riconosco da quel giallo fosforescente. Chi ha visto il crollo delle certezze, l’annegamento delle speranze, chi si è fatto portare via i sogni di una vita da un soffio gelido e brutale, li riconosce. Sa chi sono anche quando non indossano quegli abiti. Sono il nostro vicino di casa, il nostro macellaio di fiducia, il nostro elettricista, sono fratelli che non sappiamo di avere, madri che ci accarezzano un volto rigato da lacrime e paura senza sapere il nostro nome.

Eccoli là, li riconosco perché fanno l’impossibile. Sono un esercito di maniche rimboccate pronte a dire che no, la sciagura non farà male, e se lo farà loro ci saranno, con ancora più convinzione, con ancora più cuore. Eccoli là, li riconosco perché ho mangiato al loro tavolo. Amici di sconosciuti per vocazione, spalla su cui piangere per chi ha visto la vita voltargli le spalle, ma anche mano tesa per rialzarsi. Eccoli là, li riconosco dai calli alle mani, dalle ginocchia che non ne vogliono sapere di piegarsi anche quando il peso da reggere è troppo grande, dagli occhi stanchi per una nottata passata ad essere vigili e attenti, mentre il resto di noi dormiva, ignaro del mostro che sorvegliavano.

Eccoli là li riconosco, perché non chiedono nulla in cambio. Eccoli là, li riconosco dal fatto che entrano in punta di piedi nelle case di chi vive un dramma, quasi avessero paura di sporcare le fatiche di una vita, mentre il fango è già alto, mentre le macerie fanno polvere. Eccoli là, li riconosco, gli eroi silenziosi. Questo Caffè Lungo, come la puntata di ieri sera di “Fossi Figo” (a proposito, chapeau ragazzi), è dedicata alla Protezione Civile. Federico Bonati