Caffè Lungo: E allora il Black Friday?

In un momento di pausa, nella giornata di ieri, stavo scorrendo la mia home page di Facebook ed ho visto il post di un amico che mi ha fatto riflettere. E, a dirla tutta, anche un po’ sorridere in maniera sarcastica ed amara.  Tornando a quel post che, nella sua semplicità, ha centrato un tema non indifferente, come l’ipocrisia dietro la quale ci nascondiamo. Ma entriamo nel dettaglio.

“Quelli che erano contro Halloween perché è una festa che non ci appartiene, come si comporteranno col Black Friday?” è il post dell’amico Jaques di cui stiamo parlando. Per chi non lo sapesse, il Black Friday è quella giornata (o giornate) in cui i negozi propongono super sconti sui propri prodotti; il riferimento,  è al giorno successivo al Giorno del Ringraziamento in cui, nella tradizione statunitense, si dà inizio agli acquisti natalizi. Insomma, un appuntamento di chiara matrice estera.

Come Halloween. Però mi viene difficile pensare che, rispetto alla notte delle streghe, i pontificatori di turno proferiranno parola. Saranno probabilmente troppo impegnati alla corsa ai mega sconti, alla ricerca di occasioni imperdibili, alle spese pazze di cui, quasi sicuramente, si lamenteranno una volta rientrati nelle loro abitazioni. Con buona pace del fatto che abbiano alimentato una tradizione che arriva da oltre oceano. Come Halloween.

Insomma, l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia che dilaga in questa società, dove è facilissimo puntare il dito per essere alternativi, per uscire dalla coralità, salvo poi rimangiarsi tutto alla prima occasione in cui ci sia la convenienza di farlo. Qualcuno direbbe “È la legge del consumismo, baby”; vero, perché l’ipocrisia, ahimè,  rende. Triste, non trovate? Federico Bonati