CAFFÈ LUNGO: CHE LAVORO FA LA FELICITÀ?

Ho tre amici coi quali, ogni tanto, mi trovo a bere un caffè. Il primo lo conosco dall’asilo: dopo le superiori si è fatto undici anni di fabbrica, tra turni massacranti di notte e mesi di cassa integrazione. Qualche mese fa ha deciso di licenziarsi, passando dal ruolo di operaio a quello di libero professionista; fa il commerciale. Da stipendio fisso e tredicesima a partita Iva e provvigioni. Non so sei sia felice, ma dice di sentirsi libero per la prima volta in vita sua. Il secondo l’ho conosciuto in corriera quando andavo al liceo. Se fosse nato in America sarebbe un artista di fama internazionale, ma è nato nella Bassa e fa un lavoro fatto di appuntamenti e attese snervanti. La carretta da tirare è dura, stringe i denti. Perché non cambi lavoro, gli ho chiesto più volte, e la sua risposta è sempre quella: “Mi permette di pagare le rate della macchina e di coprire parte delle mie spese”. Non so se sia felice, ma dice di essere speranzoso per il futuro. Il terzo lo vedo sempre più spesso girare per il paese. Aveva un lavoro come tanti, però l’ultima volta non gli hanno rinnovato il contratto; l’assegno di disoccupazione non glielo erogheranno più tra qualche mese. Non so se sia felice; non so se sia qualcosa in questo momento. Buon 1° Maggio a tutti. Federico Bonati