Caffè Lungo: Aria fresca social club

C’è stato un momento nella giornata di ieri in cui si è tornati a respirare. Non mi riferisco solo ad un luogo fisico, dove il caldo e l’afa di questi giorni hanno mollato la presa per qualche ora in favore del refrigerio; mi riferisco anche e soprattutto al mondo virtuale, spesso e purtroppo pericolosamente confuso con quello reale che viviamo ogni giorno. Insomma, ieri nel mondo virtuale si è tornati a respirare.

E tutto è stato reso possibile grazie ad un malfunzionamento dei principali social. I vari Facebookdown, Instagramdown, Whatsappdown e via discorrendo, hanno liberato per qualche ora un etere sempre più intasato da aria pesante e fetida. Per qualche ora niente sparate contro Carola Rakete o la magistratura italiana, rea di obbedire a quella cosa non nota  a tutti i pensatori del web che è la Costituzione; niente berciate su David Sassoli presidente del Parlamento europeo; niente teorie bislacche sulla pericolosità dei vaccini e sulla appartenenza a sette esoteriche e cospirazionistiche di tutti i medici che li difendono.

Un’aria pulita e fresca, proprio come quella delle strade di Torino, dove mi trovavo a passeggiare dopo un violento acquazzone. Poi, i social hanno ripreso il loro corso e il fetore, immagino, sia tornato a farsi sentire. Onestamente non lo so, ho deciso di non aprirli per tutta la serata. L’aria del mondo reale era (è e sempre sarà) decisamente più piacevole rispetto a quella del mondo virtuale; ho detto una banalità, lo so. Ma se me ne sono ricordato ieri sera, vuol dire che spesso ci dimentichiamo della differenza tra i due mondi o la diamo per scontata. Onestamente, credo non sia il caso di correre un rischio tale. Federico Bonati