Caffè Lungo: Angeli e demoni

Questo weekend sono stato al cinema a vedere “A mano disarmata”, dove una monumentale Claudia Gerini interpreta la giornalista di Repubblica Federica Angeli, protagonista di una battaglia contro i clan mafiosi che infestano la sua Ostia. Uscito dalla multisala, sono stato colto da un pensiero: io, come giornalista, mi sarei comportato nella stessa maniera della collega?

Deontologicamente parlando, noi giornalisti abbiamo il dovere professionale e l’obbligo morale di raccontare la verità, a volte anche sporcandoci le mani. Appunto, deontologicamente, perché nella realtà dei fatti spesso questo non accade. Federica Angeli, invece, ha mostrato un coraggio e una caparbietà immensi: la ricerca della verità, il desiderio di giustizia con l’unica arma a sua disposizione, la penna, hanno sovrastato sulle paure, sulla vita sotto scorta, sulle minacce (e nel film vi segnalo un titanico Mirko Frezza nel ruolo di Calogero Costa), sulle ripercussioni inevitabili nei confronti della sua famiglia. Ma Federica ha vinto, e vince ogni giorno.

Ma tornando alla domanda iniziale, che mi ha tenuto compagnia per tutto il viaggio di ritorno dal cinema, io cosa avrei fatto? Faccio il giornalista dal 2014, regolarmente iscritto all’albo dal 2017, ho scritto sul web, sulla carta stampata e adesso parlo in radio: ho all’attivo quasi quattromila articoli di cronaca locale (a volte nera), sport, spettacolo e pure qualche reportage, dove ho parlato di temi come gioco d’azzardo e reati ambientali, andando sempre con i piedi di piombo e sentendo tutte le campane possibili. Mi è sempre andata bene. Non so, tuttavia, se trovandomi in una situazione come quella di Federica io mi sarei comportato alla stessa maniera.

Ci sono casi nella vita in cui si è attanagliati dal dubbio se piegare la testa o meno. La Angeli questo dubbio non l’ha mai avuto; in una situazione del genere, non ho vergogna a dirlo, io ce l’avrei avuto. Ognuno di noi ha demoni quotidiani con cui deve fare i conti e la mia incertezza, in questo caso, ne è un palese esempio. Stimo e ammiro, come collega e come persona, Federica Angeli, proprio per il coraggio con cui ha affrontato e sconfitto i suoi demoni, i mafiosi di Ostia. Chissà, forse giganti come Federica sono proprio gli esempi di cui abbiamo bisogno noi comuni “lillipuziani”? Ed ecco un altro dubbio. Federico Bonati