Caffè Lungo: Al di là del buio

Vi racconto una storia. C’è una ragazza, si chiama Alessia, ha 29 anni, è di Ivrea. Una vita normalissima, un lavoro in banca nella propria città, iscritta al Cus Torino e due passioni: lo sci d’acqua e, soprattutto, l’arrampicata. Alessia è una climber ed è pure piuttosto brava: nel 2014 ha vinto un mondiale di arrampicata sportiva in Spagna. Come se non bastasse, adesso si sta esercitando per compiere una scalata su una parete ghiacciata e una a picco sul mare.

Sentite già un po’ di adrenalina smuoversi, vero? La stessa adrenalina che fa compagnia ad Alessia ogni giorno, tanto da portarla a scrivere un bellissimo libro, dal titolo “Se vuoi, puoi”. In tutto questo, continua a coltivare il proprio grande sogno: partecipare alle Paralimpiadi del 2024. Ah, ho dimenticato di dirvi che Alessia è non vedente. Tutto ciò che ho descritto, lo fa grazie alla guida della propria trainer attraverso un auricolare bluetooth.

Una vita in cui non si vede nulla che il buio, una vita dove la luce è portata da queste emozioni ed esperienze straordinarie. Una vita di traguardi raggiunti e da raggiungere, una vita, come recita il sottotitolo del suo libro, “al di là del buio”. Spesso, durante la settimana, vado alla ricerca di belle notizie da raccontare attraverso la radio; è stato destino che condividessi con voi la storia di Alessia attraverso questo editoriale.

Una storia che dovrebbe essere di insegnamento per ognuno di noi. Ogni volta che incappiamo nell’ennesimo “Non riesco”, “Non posso”, “Non ce la faccio”, ricordiamoci di Alessia. Immaginiamo la luce che lei porta nella sua vita, una vita in cui vede il buio, ma è un buio che ha smesso di fare paura. Ecco, quella luce è a portata di mano, basta sceglierla, basta scegliersi. Ora che conosciamo la storia di Alessia, proviamo a domandarci quale sia la nostra scusa. E, una volta trovata la risposta, non resta che andarsi a prendere la propria luce. Federico Bonati