Caffè Lungo: Addio? D’oh!

Quando mi sono imbattuto in questa notizia, ho sperato che fosse il 1° aprile, almeno avrei avuto la scusa del pesce. Invece no, è stato un freddo pomeriggio di fine novembre e, se confermata, di scherzoso non avrebbe nulla. Almeno per me e per tutti quelli della mia generazione, nati assieme a quei cinque irresistibilmente strampalati esseri gialli dei quali ci siamo perdutamente innamorati. Sapere che la loro fine è vicina è una cosa che faccio fatica a digerire.

Di che sto parlando, vi chiedete? Della fine dei Simpson. Danny Elfman, creatore dell’iconica sigla iniziale, ha recentemente dichiarato in un’intervista: “Da quanto ho sentito lo show sta per finire. Non mi è stato confermato ufficialmente ma sembra che questo sarà l’ultimo anno della serie”. Effettivamente, non è la prima volta che trapela una notizia del genere, ma rumors intensi dicono che Matt Groening (il creatore di Homer, Bart, Lisa, Maggie e Marge) abbia preso la sua decisione: addio alla serie più longeva di sempre.

I Simpson hanno rappresentato, e rappresentano tutt’ora, la mia adolescenza. Sì, lo ammetto, conosco la maggior parte degli episodi a memoria, battute comprese, dei personaggi conosco praticamente ogni dettaglio; non nascondo che, di tanto in tanto, io e un amico, anch’esso dipendente dagli abitanti di Springfield, ci sfidiamo a colpi di domande in stile Trivia. Sfide che terminano sempre in pareggio. La fine dei Simpson, quindi, significherebbe l’addio agli anni più spensierati della mia vita.

E, sono convinto, che molte persone, miei coetanei e non solo, la pensino allo stesso modo. Non escludo che possa trattarsi dell’ennesima trovata pubblicitaria e di marketing; ma se così non fosse… Scomodando i canti di William Blake, nel crocevia tra l’innocenza e l’esperienza, se davvero questa è la fine dei Simpson, lasciatemelo dire: ciucciatevi il calzino, tutti! (È stato, comunque, bellissimo). Federico Bonati